Papa Francesco: “Sulla lotta agli abusi, siamo arrivati tardi" PDF Stampa E-mail

L’ammissione di essere arrivati tardi nella lotta agli abusi sui minori, unita ai passi che il Papa propone per rendere efficace il contrasto a quella che il Papa definisce come “una malattia”, e alla dichiarazione della linea dura per cui il Papa mai “firmerà una richiesta di grazia” e per cui, in caso di abusi riconosciuti, non ci potrà essere appello: in un discorso a braccio, che sostituisce quello “più formale”, il Papa delinea la sua posizione sugli abusi con i membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

“La Chiesa, non so se è la parola giusta, è arrivata un po’ tardi – dice il Papa - E quando la coscienza arriva tardi, i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi. Io sono consapevole di questa difficoltà”.

Il Papa ricorda che “forse l’antica pratica di spostare la gente” ha rallentato la presa di coscienza, ma ora si sta portando il problema in superficie.

Papa Francesco delinea la risposta agli abusi sottolineando il ruolo della Congregazione della Dottrina della Fede. “È stata una cosa pratica che la Chiesa sempre ha fatto: quando veniva un problema nuova o una disciplina nuova – pensiamo a dopo il Concilio il tema della riduzione allo Stato laicale – l’ha preso sempre la Dottrina della Fede”. Solo in seguito, aggiunge il Papa, è stata passata alle altre congregazioni. Ed è per questo che, di fronte a quanti chiedono che vada direttamente al sistema giudiziario della Santa Sede, Papa Francesco preferisce che intanto la gestisca la Congregazione della Dottrina della Fede “finché tutta la Chiesa non prende coscienza del problema”.

Certo, “ci sono tanti casi lì che non avanzano, non vanno avanti e questo è vero. Con il nuovo segretario appena nominato e il Prefetto si sta cercando di prendere più gente che lavori nella classificazione dei processi”.

Papa Francesco poi ricorda che c’erano lamentela sulla commissione che riceve i ricorsi – la commissione Delicta Graviora – che deve essere “aggiustata un po’ con la presenza di qualche vescovo diocesano che conosca il problema”, perché il problema della commissione presieduta dall’arcivescovo Charles Scicluna, già promotore di giustizia della Santa Sede, “la maggioranza sono canonisti, esaminano se tutto il processo sta bene, e c’è la tentazione degli avvocati di abbassare la pena”.

Il Papa ha deciso che “se c’è un abuso sui minori provato, è sufficiente per non ricevere ricorsi”. Perché “la persona che fa questo, uomo o donna, è malata. Oggi si pente, noi lo perdoniamo, e poi dopo due anni ricade. Dobbiamo metterci in testa che è una malattia”.

C’è anche la possibilità di richiesta di grazia al Papa. Ma Papa Francesco è netto: “Io mai ho firmato una di queste e mai le firmerò”.

Sono parole che fanno da corollario al discorso "più formale" consegnato da Papa Francesco alla plenaria della Pontificia Commissione per la tutela dei minori. 

Nata quattro anni fa su suggerimento del Consiglio dei Cardinali, presieduta dal Cardinale Sean O’Malley che a Boston guidò la risposta allo scandalo degli abusi insieme a padre Robert W. Oliver, che oggi è segretario della commissione dopo aver servito in Congregazione della Dottrina della Fede come promotore di Giustizia, la Pontificia Commissione si riunisce in assemblea plenaria.

Nel discorso consegnato, il Papa chiedeva, tra le altre cose, che i “mezzi disciplinari adottati dalle Chiese locali” vadano applicati a tutte le istituzioni della Chiesa, ricorda il motu proprio Come una madre amorevole, che ha stabilito una procedura per rimuovere i vescovi che si macchino di negligenza, con uno speciale riferimento ai casi di abusi sui minori, plaude alla Giornata di Preghiera per le Vittime di Abusi istituita ed accolta dalle Conferenze Episcopali, si compiace della collaborazione che i membri della commissione hanno avuto nella formazione del clero locale.

All'inizio dell'udienza, sono state presentate a Papa Francesco alcune delle proposte del gruppo di lavoro che ha lavorato sulle nuove linee guida. Il gruppo ha presentato le preoccupazioni del gruppo di lavoro su alcuni aspetti, ha proposto l’istituzione di una sorta di commissione internazionale di consulenti internazionali sulla lotta agli abusi, e chiesto di sviluppare una maggiore educazione, anche nelle nuove tecnologie come ricorderà un convegno sulla protezione dei minori nel mondo digitale che si terrà dal 3 al 6 ottobre

 Di Andrea Gagliarducci  fonte acistampa

 
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